Luogo: Pescara del Tronto, Italia
Data: Aprile 2018
Committente: Ordine degli Architetti PPC di Ascoli Piceno
Tipologia di Progetto: Concorso nazionale di idee

Pescara del Tronto, il borgo situato nell’alta valle del fiume Tronto, oggi non esiste più.
I terremoti, del 24 Agosto prima e del 30 Ottobre 2016 poi, l’hanno completamente distrutto, ne
rimangono solo le macerie. “Una piccola oasi di pace e tranquillità”, così viene descritta dai pochi abitanti rimasti nelle casette in
legno più a valle, nella quale tante famiglie trascorrevano le proprie vacanze estive. Gli enti preposti alle linee di sviluppo per gli interventi nelle zone terremotate, hanno stabilito, per ragioni legate alla natura del suolo e alle sue criticità geologiche, che questo borgo appenninico non
potrà essere più ricostruito lì dove sorgeva. Ci è stato chiesto di individuare una possibile strada da percorrere per valorizzare e mantenere viva
l’identità urbana di Pescara del Tronto; un’identità costituita da “sedimenti materiali e cognitivi” che la qualifica come territorio. Così come il terremoto ha ridisegnato la geografia di questa porzione di Appennino, l’intervento da noi proposto “ridisegna” il borgo, conservandone gli spazi, gli ingombri, le murature, i vicoli. Un progetto realizzabile, oltre che alternativa credibile alla ricostruzione, che mira a garantire il futuro di questa frazione attraverso la valorizzazione dell’edificato distrutto. Un percorso di sviluppo incentrato sul rispetto di quello che è rimasto. Una chiara linea tematica che potrebbe rendere Pescara del Tronto un modello da seguire, nonché punto di riferimento per gli interventi in tutte quelle aree terremotate che non potranno essere più ricostruite.